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Rapporto Ance: crollo delle costruzioni dell’80% in Lombardia

In Lombardia va male, a Mantova va peggio. I dati sull’andamento dell’industria delle costruzioni, illustrati in uno studio presentati ieri dall’Ance – l’Associazione nazionale dei costruttori edili affiliata a Confindustria – mostrano chiaramente come la crisi abbia inciso profondamente sul settore negli ultimi cinque anni.

Il rapporto, elaborato dal mantovano Gianluigi Coghi – del centro studi Ance e vice presidente di Ance Lombardia – evidenzia come il 2012 sia in linea con i dati negativi degli anni immediatamente precedenti; ed anche le aspettative per il 2013 sono negative, prospettando un’ulteriore riduzione degli investimenti. La crisi economica di certo non aiuta, con le famiglie che tendono a rinviare le spese importanti. Se a questo fattore si aggiunge la crescente difficoltà di accesso al credito, il risultato non può che essere quello riassunto dai numeri.

I permessi a costruire nuove abitazioni o ampliamenti sono diminuiti nei 5 anni che vanno dal 2006 al 2010 del 59,8% in Lombardia e dell’81,3% in provincia di Mantova, fanalino di coda. Sempre su base quinquennale, questa volta tra il 2008 e il 2012, l’occupazione nel settore costruzioni è diminuita del 6,9% in Lombardia, ma del 32,8% nel Mantovano: anche questo è il dato peggiore tra le province lombarde. Vediamo ora l’andamento della concessione di mutui per investimenti nelle costruzioni in Lombardia: il dato regionale tra il 2007 e il 2012 per l’edilizia residenziale è -49,3%, quello di Mantova -71,8%; ed è la flessione più consistente tra tutte le province della regione. Se nel 2007 i fondi erogati alle famiglie mantovane per l’acquisto di abitazioni ammontavano a 501,7 milioni, lo scorso anno sono scesi a 135,4 milioni. E le compravendite di unità immobiliari, che erano aumentate dal 200 al 2006, con la minima interruzione del 2003, da allora sono crollate, anche qui con un’interruzione nel 2010. In particolare, il 2012 ha visto una flessione del 31,6% nei Comuni della Provincia ad esclusione del capoluogo e del 41,2% in città.

I costruttori dell’Ance riescono comunque a intravedere qualche segnale positivo, a partire dalla crescita demografica che alimenta la potenziale domanda di abitazioni, soprattutto per l’incremento di numero anche dei nuclei familiari. Vengono segnalate, inoltre, la tenuta dei prezzi dei nuovi immobili e quella degli investimenti per le riqualificazioni. Ma per ridare fiato al mercato delle costruzioni servirebbe ben altro.

E questo altro, per ora, non può essere rappresentato dai lavori di risistemazione post sismica: dopo gli interventi di messa in sicurezza, è ancora tutto piuttosto fermo.

Gazzetta di Mantova

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