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Incentivi per l’edilizia: il Nuovo Piano Casa

Dopo l’approvazione del nuovo Piano per la Casa, da parte del Consiglio dei Ministri della settimana scorsa, il Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti ha pubblicato una Guida per accedere agli incentivi messi a disposizione di chi intende stipulare un mutuo per l’acquisto della prima casa o di chi ha bisogno di un sostegno per continuare a pagarne le rate o per prenderne una in affitto. Il Piano prevede la creazione di un nuovo fondo presso il MIT e il rifinanziamento di tre fondi già esistenti. In tutto, le risorse stanziate ammontano a 200 milioni di euro.

Al Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa sono destinati 40 milioni di euro. Il fondo, istituito dalla Finanziaria 2008 e rifinanziato con 20 milioni per ciascuno degli anni 2014 e 2015, sostiene i proprietari, titolari di un mutuo per l’acquisto della prima casa, nel pagamento delle rate del mutuo, consentendo una sospensione fino a 18 mesi nel pagamento delle rate. Il fondo ripaga alla banca il tasso di interesse applicato al mutuo con esclusione della componente di “spread”.Possono accedere a queste risorse i proprietari di immobili adibiti a prima casa, in temporanea difficoltà, titolari di un mutuo non superiore a 250 mila euro e con ISEE non superiore a 30 mila euro.

Oltre a queste condizioni, i richiedenti devono dimostrare di possedere almeno uno dei seguenti requisiti:
- perdita del rapporto di lavoro subordinato sia a tempo determinato che a tempo indeterminato
- perdita del rapporto di lavoro parasubordinato (di cui all’articolo 409, numero 3 del codice di procedura civile);

- insorgenza di condizioni di non autosufficienza ovvero handicap grave dell’intestatario o di uno dei cointestatari del contratto di mutuo.

La domanda di sospensione va inoltrata alla banca utilizzando la modulistica messa a disposizione sui siti del Ministero del Tesoro e del Consap, concessionaria dei servizi assicurativi pubblici. La banca trasmette l’istanza a CONSAP che, verificati i presupposti, rilascia il nulla osta alla sospensione del pagamento delle rate del mutuo.

Il Fondo per l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa, istituito con il DL 112/2008, viene rifinanziato con 60 milioni di euro. Il Fondo offre le garanzie necessarie per ottenere un mutuo per l’acquisto della prima casa perché lo Stato garantisce il 50% della quota capitale del mutuo.
Possono fare richiesta le giovani coppie, i nuclei familiari anche mono-genitoriali con figli minori, i giovani di età inferiore ai 35 anni titolari di un rapporto di lavoro atipico, di cui all’articolo 1 della Riforma del Lavoro (Legge 92/2012), soggetti con reddito ISEE complessivo non superiore a 40 mila euro. In tutti i casi non bisogna superare i 35 anni di età ed essere proprietari di altri immobili ad uso abitativo. Per beneficiare delle agevolazioni, l’immobile da acquistare deve essere adibito a prima casa, non deve rientrare nelle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli, palazzi), non deve superare i 95 metri quadrati di superficie e non deve avere le caratteristiche di lusso.

Grazie al fondo, possono essere attivati mutui ipotecari prima casa fino a 200 mila euro ad un tasso collocato entro i parametri predefiniti, non superiore al tasso effettivo globale medio sui mutui, pubblicato trimestralmente dal Ministero dell’economia e delle finanze ai sensi della Legge 108/1996. I finanziatori non devono inoltre chiedere al mutuatario delle garanzie aggiuntive.
Dopo aver consultato tutte le informazioni necessarie sul sito messo a disposizione dal Consiglio dei ministri e da Consap, i giovani interessati devono presentare la domanda alle filiali aderenti all’iniziativa.
Altri 60 milioni di euro sono destinati al rifinanziamento del Fondo di sostegno per l’accesso alle abitazioni in locazione, pensato dalla Legge 431/1998 per le famiglie che hanno un contratto di locazione registrato che si trovano in difficoltà nel pagare l’affitto.

Ogni anno la Finanziaria stabilirà l’importo da ripartire tra le Regioni entro il 31 marzo. Successivamente i Comuni definiranno l’entità e le modalità di erogazione dei contributi con appositi bandi pubblici. Possono presentare la domanda tutti i cittadini con un reddito annuo imponibile complessivo non superiore a due pensioni minime INPS, rispetto al quale l’incidenza del canone di locazione risulti non inferiore al 14%, o con un reddito annuo imponibile complessivo non superiore a quello determinato dalle regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, rispetto al quale l’incidenza del canone di locazione risulti non inferiore al 24%. Altri criteri possono essere definiti dai Comuni.

È stato inoltre creato il Fondo di garanzia a copertura del rischio di morosità di locatari altrimenti affidabili, al quale sono stati destinati 40 milioni di euro, 20 per il 2014 e altrettanti per il 2015. Il fondo si prefigge di aiutare i locatari, generalmente affidabili, che a causa della sfavorevole situazione economica che attraversa il Paese, si trovano momentaneamente in difficoltà e di prevenire l’apertura di procedimenti di sfratto.

Possono usufruire del fondo gli inquilini residenti in Comuni ad alta tensione abitativa dove siano già stati attivati bandi per l’erogazione di contributi in favore di inquilini morosi incolpevoli. Una volta ottenute le risorse necessarie, all’inquilino è consentita la sospensione temporanea del pagamento dei canoni di affitto.

Fonte

Edilportale

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4 Commenti

  1. il bonus per le ristrutturazioni può prevedere lavori di interventi straordinari di demolizione e ricostruzione con ampliamento del 35% di un fabbricato residenziale l.r. 14/2009 misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attivita’ edilizia e per il miglioramento della qualità’ del patrimonio edilizio residenziale con interventi di riqualificazione energetica e con l’adeguamento sismico?

  2. Siamo una Media azienda produzione di portoncini di ingresso degli appartamenti , il nuovo piano casa porta incentivi anche alle industrie ?
    http://www.pdporteblindate.com

  3. Possono usufruire della detrazione del 50% per i mobili e gli elettrodomestici tutti coloro che hanno avviato una ristrutturazione a partire dal 26 giugno 2012, cioè dalla data di entrata in vigore del DL 83/2012 che ha innalzato dal 36% al 50% la detrazione per le ristrutturazioni. La scadenza per il bonus mobili è fissata al 31 dicembre 2013.

    Anche la detrazione delle spese per mobili ed elettrodomestici sarà ripartita in dieci rate annuali di pari importo e, per usufruirne, occorrerà che i mobili ed elettrodomestici acquistati siano destinati ad arredare l’immobile oggetto della ristrutturazione. La procedura per la detrazione sarà la stessa: occorrerà effettuare i pagamenti con bonifico e conservare la documentazione.

    Il Ministero dell’economia e delle finanze, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, promuova con l’Associazione bancaria italiana (ABI) una verifica sulle condizioni per offrire credito agevolato ai soggetti che intendono avvalersi delle detrazioni per gli interventi di efficienza energetica e di ristrutturazione edilizia.

    Entro il 31 dicembre 2013 saranno definiti incentivi strutturali per il miglioramento, l’adeguamento antisismico e la messa in sicurezza, per l’incremento dell’efficienza idrica e del rendimento energetico degli edifici esistenti, e per l’installazione di impianti di depurazione delle acque da contaminazione di arsenico e la sostituzione delle coperture di amianto.

  4. Il nuovo piano casa si applica a tutte le tipologie di interventi che già beneficiavano del 55%, compresi gli impianti di riscaldamento e gli scaldacqua a pompa di calore e gli impianti geotermici (in un primo momento esclusi, ma riammessi alla detrazione a partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione).

    A questi si aggiungono i lavori preventivi, con aliquota del 65% e fino ad un massimo di spesa di 96.000 euro, per l’adeguamento antisismico degli edifici adibiti a prima casa e ad attività produttive, ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2 ovvero il 38% del territorio italiano che comprende 3.069 Comuni). Per gli immobili siti nelle zone 3 e 4 e per le abitazioni non principali resta valida la detrazione del 50%.

    Dal 2014 saranno detraibili, inoltre, le spese per schermature solari, micro-cogenerazione e micro-trigenerazione e gli interventi di efficientamento idrico e per la sostituzione delle coperture di amianto negli edifici, nonchè quelle per “l’installazione di impianti di depurazione delle acque da contaminazione di arsenico di tipo domestico, produttivo e agricolo nei comuni dove è stato rilevato il superamento del limite massimo di tolleranza stabilito”, ovvero “dove i sindaci sono stati costretti ad adottare misure di precauzione o di divieto all’uso di acqua per i diversi impieghi”.

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