Cittadini e Stato: quale etica, quale rispetto.

13 febbraio 2013 In EPS e ambiente

In occasione della giornata della collera di questa mattina a palazzo Mezzanotte a Milano, dove è stato presentato il manifesto condiviso da tutte le associazioni coinvolte in partcolar modo di Anit e Assimpredil Ance che sottolinea la difficoltà dei finanziamenti e pagamenti, ma anche l’importanza della QUALITA’ di prodotti, materiali, imprese, riportiamo di seguito  il parere dell’Amministratore Delegato di Poliespanso Alberto Zacchè. [1]

Mi associo a tutti coloro che hanno deciso pacificamente e civilmente di PROTESTARE.

Questa situazione non è più TOLLERABILE, lo Stato e la sua inefficienza sono la nostra rovina.

Il cittadino onesto non ha difese contro l’incessante prelievo fiscale che porta alla morte dell’imprenditoria, quella del fare, quella del lavoro reale onesto ed edificante.

Non ci sono nemmeno difese contro il controllo che lo Stato esercita sulle aziende e su chi ci lavora. La caccia all’evasore, doverosa e condivisibile, ha ghettizzato tutte le attività aziendali ed economiche aumentando a dismisura la burocrazia e gli adempimenti obbligatori, imponendo inutili aumenti di costi (un vero stato di polizia paragonabile ad una dittatura), il tutto aggravato dalla mancanza totale di esempi virtuosi della controparte.  Lo Stato deve portare rispetto per il lavoro dei cittadini.

Mi domando PERCHE’, ad esempio,  un cittadino che ha risparmiato con il suo onesto lavoro, dopo aver pagato le tasse decide, invece di tenere i risparmi in banca, di comprarsi una casa deve subire continue e reiterate tassazioni! se non ha reddito con cosa le paga ? e se non può pagare è giusto che lo Stato le confischi ?

[2]Anche le tasse sono figlie della globalizzazione, ad esempio le nazioni europee vicine a noi sono più virtuose tassando di meno i cittadini. In questo modo risultano vincenti, creando benessere per i propri cittadini attraendo e INCENTIVANDO le attività economiche del paese.

Le tasse, a mio parere nella misura massima del 30%, sono applicabili solo la dove c’è un valore aggiunto, un reddito;  tutte quelle tasse che esulano da questo principio creano impoverimento e problemi sociali incentivano l’evasione e la delinquenza. Siamo arrivati al punto che il cittadino che ha lavorato onestamente e che ha risparmiato è comunque continuamente tassato queste tasse minano profondamente gli equilibri economici e sociali delle FAMIGLIE, pilastro della nostra società. QUESTO TIPO DI TASSAZIONE dovrebbe essere dichiarato incostituzionale per una società civile e democratica che premia il merito e l’onestà.

L’apparato statale deve vivere su questo Budget garantendo prima di tutto l’ordine pubblico e giuridico, l’istruzione e l’assistenza alle famiglie sotto una soglia di reddito, tutto il resto viene in automatico dalle risorse liberate, la sanità le pensioni  ecc. sono necessità che con una doverosa politica di accantonamento le può fornire il libero mercato.

Allora tutti noi abbiamo il DOVERE di AGIRE affinché le cose cambino. La ricetta  “buona“ è tenere coerentemente un comportamento ETICO, diamo noi per primi l’esempio perché se non siamo parte della soluzione vuol dire che siamo parte del Problema.

Se insieme tutti spingiamo in questa direzione sono sicuro che riusciremo.

Alberto Zacchè

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