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Nuova direttiva sull’efficienza energetica: 2012/27/CE

E’ stata pubblicata il 14 novembre scorso la Direttiva 2012/27/UE sull’Efficienza Energetica nata per accelerare il raggiungimento dell’obiettivo di riduzione dei consumi energetici del 20% al 2020 che pare sia ancora lontano.

In riferimento agli obiettivi previsti dal cosiddetto “pacchetto clima-energia 20/20/20″, la nuova direttiva stabilisce un quadro comune di misure per la promozione dell’efficienza energetica nell’Unione al fine di garantire il conseguimento dell’obiettivo principale relativo all’efficienza energetica del 20% entro il 2020 e di gettare le basi per ulteriori miglioramenti dell’efficienza energetica al di là di tale data.

Ciascun Stato membro dovrà, dunque, fissare un obiettivo nazionale indicativo di efficienza energetica, basato sul consumo di energia primaria o finale, sul risparmio di energia primaria o finale o sull’intensità energetica e comunicarli all’Unione Europeo entro il 30 aprile 2013.

Di notevole interesse gli articoli 4 e 5 relativi all’efficienza nell’uso dell’energia nei quali vengono trattate le “Ristrutturazioni di immobili” ed il “Ruolo esemplare degli edifici degli enti pubblici”.

Viene riaffermato che gli immobili rappresentano il 40% del consumo finale di energia dell’Unione e che il parco immobiliare esistente rappresenta il settore con le maggiori potenzialità di risparmio energetico. Per tal motivo ogni Stato membro dovrà prevedere “una strategia a lungo termine per mobilitare investimenti nella ristrutturazione del parco nazionale di edifici residenziali e commerciali, sia pubblici che privati”. Inoltre, riconosciuto il ruolo guida che dovrebbe avere il settore pubblico, la direttiva prescrive che, a partire dal 1° gennaio 2014 e per ogni anno a seguire, ciascuno Stato Membro, dovrà ristrutturare e rendere energeticamente efficiente (rispettando almeno i requisiti minimi di prestazione energetica stabiliti) il 3% della superficie coperta utile totale degli edifici riscaldati e/o raffreddati di proprietà del governo centrale e da esso occupati.

La norma si applicherà agli edifici con una superficie coperta utile totale superiore a 550 m² e, dal luglio del 2015, a quelli con una superficie di 250 m².

Anche in tema di appalti pubblici, la direttiva percorre la linea degli “acquisti verdi” prescrivendo all’articolo 6 che i Governi centrali potranno acquistare esclusivamente prodotti, servizi ed edifici ad alta efficienza energetica. A patto però che tutto ciò sia coerente con il rapporto costi-efficacia, la fattibilità economica, una più ampia sostenibilità, l’idoneità tecnica ed un livello sufficiente di concorrenza.

Alle diagnosi energetiche è, poi, dedicato l’articolo 8 in cui viene precisato che gli Stati membri dovranno adottare misure per promuovere “la disponibilità, per tutti i clienti finali, di audit energetici di elevata qualità, efficaci in rapporto ai costi”. Gli audit dovranno essere svolti:

-       in maniera indipendente da esperti qualificati e/o accreditati secondo criteri di qualificazione;

-       eseguiti e sorvegliati da autorità indipendenti conformemente alla legislazione nazionale.

Dovranno essere anche previsti specifici programmi per:

-       incoraggiare le piccole e medie imprese a “sottoporsi a audit energetici e favorire la successiva attuazione delle raccomandazioni risultanti da tali audit;

-       sensibilizzare le famiglie ai benefici di tali audit attraverso servizi di consulenza adeguati.

Per quanto riguarda, invece, le aziende di grandi dimensioni, gli Stati membri dovranno garantire che le imprese che non sono PMI siano soggette a un audit energetico svolto in maniera indipendente ed efficiente in termini di costi da esperti qualificati e/o accreditati o eseguito e sorvegliato da autorità indipendenti conformemente alla legislazione nazionale entro il 5 dicembre 2015 e almeno ogni quattro anni dalla data del precedente audit energetico.

Sono esentate le aziende che attuano un sistema di gestione dell’energia o ambientale a condizione che gli Stati membri assicurino che il sistema di gestione in questione includa un audit energetico sulla base dei criteri minimi fondati sull’allegato VI alla Direttiva in argomento. In riferimento agli obiettivi previsti dal cosiddetto “pacchetto clima-energia 20/20/20″, la nuova direttiva stabilisce un quadro comune di misure per la promozione dell’efficienza energetica nell’Unione al fine di garantire il conseguimento dell’obiettivo principale relativo all’efficienza energetica del 20% entro il 2020 e di gettare le basi per ulteriori miglioramenti dell’efficienza energetica al di là di tale data.

La direttiva ribadisce la centralità del settore dell’edilizia, affermando che gli immobili rappresentano il 40% del consumo finale di energia dell’Unione e che il parco immobiliare esistente rappresenta il settore con le maggiori potenzialità di risparmio energetico.

Fonte Aipe

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