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L’approccio design driven applicato al settore delle costruzioni

Il settore delle costruzioni è stato per lungo tempo considerato una non industria, ma la storia ci ha insegnato che le trasformazioni avvenute al suo interno sono diventate un modello per altri settori.

Il primo elemento che sta a cuore di chi si occupa di innovazione nel settore delle costruzioni è il passaggio da una logica commerciale di tipo B2B ad una di tipo B2C. Questo ha avuto conseguenze molto rilevanti su diversi aspetti:

- la comunicazione per esplicitare e rendere comprensibili le valenze prestazionali dei componenti e del prodotto finito ad un pubblico di non esperti.

- il rapporto con l’ambiente che si attua attraverso la contestualizzazione delle tecnologie;

- il valore culturale della produzione.

L’aumento della qualità della nostra vita e del nostro benessere hanno modificato le prestazioni dei beni che ci vengono offerti, ma non altrettanto i significati e le caratteristiche generali dei prodotti: l’ottimizzazione dei processi produttivi sotto il profilo del contenimento dei tempi, dei costi, ma soprattutto della qualità dei prodotti spesso sottostimata dalla tradizione costruttiva italiana, sono diventati gli elementi che orientano i processi di acquisto.

Un ultimo importante aspetto riguarda il cambiamento radicale del concetto di tempo nei processi produttivi e nella durata del bene prodotto. Oggi parliamo di temporary production, ossia di beni temporanei il cui ciclo di vita deve conciliare periodi di diversa natura: tempi di realizzazione, durata del manufatto, tempi di dismissione.

Esiste una via italiana all’innovazione che ci rende riconoscibili e apprezzati nel resto del mondo, una via della quale probabilmente non siamo del tutto consapevoli e che non sfruttiamo adeguatamente. Questa via si sostanzia nella mentalità di impresa e nella sua cultura. L’innovazione è un flusso di energia che scorrere come un fiume in piena e che, come tale, può essere attivato aprendo chiuse che alimentano nuovi canali. E’ impensabile, oltre che inefficace, ricorrere all’innovazione solo nel momento del bisogno; l’innovazione è un processo che deve essere costantemente alimentato attraverso l’apporto di operatori differenti.

Non esiste oggi un’impresa che possegga le competenze necessarie per affrontare da sola un tema così impegnativo e complesso. Per le piccole e medie imprese italiane, ma oggi sempre più spesso anche per le imprese di maggiori dimensioni, è diventato fondamentale aprirsi al mondo esterno cercando alleanze e costruendo rapporti con i settori della ricerca. L’iniziativa promossa da Poliespanso ne è un esempio evidente: attraverso il concorso di idee questa azienda si è aperta al mondo della progettazione per trasformare un punto debole della propria produzione in un punto di forza.

Dal rinascimento in poi abbiamo capito che qualunque processo di rinnovamento deve essere centrato sulle reali esigenze dell’uomo: la produzione italiana è conosciuta e apprezzata nel mondo in quanto vicina al cuore delle persone: “fatto bene” e “fatto in modo che mi piaccia” sono i veri valori distintivi del made in Italy.

Possiamo a questo punto enunciare tre temi fondamentali che possono alimentare la via italiana all’innovazione:

1 – comprendere e assecondare i cambiamenti dei gusti e degli stili di vita delle persone;

2 – concepire l’innovazione come un mezzo per favorire la produzione di beni utili alle effettive necessità umane;

3 – valorizzare il ruolo della comunicazione: i linguaggi sono fondamentali per il nostro benessere e rendono comprensibile la funzione dei prodotti.

Flaviano Celaschi

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